Mostre

“Sicilia e Dintorni” è titolare di tre Mostre permanenti con ingresso libero ubicate nelle due vie di accesso al Castello a pochi metri dal primo cancello d’ingresso.

La prima è definita “CASA-MUSEO della CIVILTA’ CONTADINA“.

Fig. 1Si tratta di una casa costruita all’inizio del ‘900 addossata al costone roccioso del Castello [ fig. 1] ; è stata abitata da una famiglia di 7 persone (genitori e 5 figli) fino agli anni ‘50 o ‘60 senza luce, senza acqua e senza servizi igienici.

All’interno la roccia – opportunamente illuminata con riflettori – è stata pitturata di rosa in quanto l’allora proprietario ha considerato questo passaggio un corridoio che in effetti ha l’aspetto di un tunnel.

La cucina in muratura (“tannura”) è rimasta intatta col suo angolo cottura e totalmente rivestita da mattonelle maiolicate di colore bianco e blu [ fig. 2].

I suoi fornelli e sportelli in ferro battuto con pomelli in rame sono frutto della sapiente opera di artigiani locali. Lo stesso forno a legna, ancora perfettamente funzionante, serviva per sfornare pane e pizze (“cudduruna”) ad uso e consumo familiare.

Fig. 2La pavimentazione di questa stanza da pranzo/cucina – anch’essa originale – è costituita da mattoni di cemento con gradevoli decorazioni geometriche che assumono un effetto particolare se ammirati trasversalmente.

Motivi economici hanno indotto la famiglia che abitava questa casa a ricavare una credenza direttamente dal muro con una serie di scaffali in legno dove fanno bella mostra di sé: un colapasta di stagno, la “cannata”, due mortai uno in pietra e l’altro in rame, un fiasco ed “u bùmmaru“ in terracotta, piatti e contenitori di alluminio smaltati bianchi con i bordi azzurri, due ferri da stiro, cinque lumi a petrolio, un recipiente per conservare il concentrato di pomodoro, teglie per infornare biscotti e gateau di patate, una “quarara“, un antico braciere, ed una serie di altri utensili da cucina necessari per la preparazione di pietanze.

E perfino due piccole valigie: una di cartone, l’altra elegante in pelle che il contadino usava quando, con la moglie, andava a Palermo.

Il reperto più antico e più ammirato all’interno della CASA-MUSEO è invece “l’arbitriu“: si tratta di un torchio azionato a mano che facendo pressione sull’impasto di farina di frumento ed acqua – preventivamente sistemato all’interno dell’apposito cilindro – con la pressione esercitata sulle trafile in rame (con buchi o fessure diverse) consentiva alla massaia di prodursi direttamente la pasta fatta in casa gustosa e digeribilissima specie poi se utilizzata con condimenti quali il ragù di coniglio o di carni miste (vitello, maiale e castrato) o meglio ancora per la preparazione del primo piatto più tipico di Caccamo: le tagliatelle con la frittella.

Si tratta di un cocktail di verdure fresche: fave, piselli, carciofi, finocchietti selvatici ed un pezzetto di lardo fatti cuocere senz’acqua a fuoco lentissimo in una pentola di coccio con aggiunta – a fine cottura – di olio, sale e pepe nero. Questo profumatissimo condimento viene versato sul piatto di tagliatelle fatte in casa e come ultimo tocco si aggiunge una spolverata di ricotta salata grattugiata.

Fig. 3Per finire la visita, notiamo ai bordi della cucina: una “ pila “ strumento in legno che veniva utilizzato per lavare panni e vestiti, e poi ancora, poggiato ad una intera parete, un pannello di 100 mattonelle pitturate [ fig. 3 ] che riproduce il riquadro centrale del pavimento maiolicato di San Benedetto alla Badìa elaborato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo “Mons. Vincenzo Aglialoro“ di Caccamo ed affidato all’Associazione Culturale Sicilia & Dintorni che non solo cura l’accoglienza turistica, ma fornisce permanentemente le spiegazioni sulla CASA-MUSEO.

La seconda Mostra è allestita all’interno della sede legale dell’Associazione in Via Amilcare, 10 dove vengono ospitati i turisti in visita ai siti monumentali del borgo medievale, ed è titolata

MOSTRA FOTOGRAFICA SUI CASTELLI PIÙ BELLI DI SICILIA“.

Fig. 4La via dove è ubicata la sede [ fig. 4 ] – a soli 20 metri dall’entrata al Castello – è uno degli angoli più suggestivi di Caccamo, e sicuramente più frequentati ed ammirati dai visitatori che si soffermano spesso tra verde, stradine acciottolate, scorci del maniero, profumi di gelsomino e casette con facciate in pietra viva per una foto ricordo o per un attimo di romantico relax.

La prima ampia ed accogliente sala dell’Associazione contiene un’esposizione fotografica di rilevante interesse culturale, che vuole essere un vero e proprio “Viaggio virtuale tra la Sicilia dei Castelli “ [ fig. 5 ].

Fig. 5Attualmente la Mostra espone le foto di 20 Castelli :

ADRANO (CT) – ALCAMO (TP) – CARINI (PA) – CASTELBUONO (PA) – CASTELMOLA (ME) – CASTRONOVO DI SICILIA (PA) – ENNA – ERICE (TP) – FALCONARA (CL) – GELA (CL) – MAZZARINO (CL) – MILAZZO (ME) – MONTALBANO ELICONA (ME) – MUSSOMELI (CL) – ROCCALUMERA (ME) – SCALETTA ZANCLEA (ME) – SCIACCA (AG) – SIRACUSA – SPERLINGA (EN)

VICARI (PA) ma l’ambiente ha una capienza per ospitare altre 40 riproduzioni.

Qui i visitatori – intrattenuti da un idoneo sottofondo musicale – passano in rassegna le immagini esposte corredate dalle opportune spiegazioni e cenni storici delle varie località, ma consultano anche una rassegna fotografica di opere d’arte e tradizioni locali messa a loro disposizione.

In un angolo della sala – in posizione strategica – è esposta una riproduzione del Castello di Caccamo realizzata da un artigiano nel 1980 con 962 pezzi di legno, mentre una intera parete è riservata alle 8 inquadrature più significative del maniero feudale più grande di Sicilia.

La Mostra ha una valenza prettamente culturale.

In pratica i nostri ospiti: le scolaresche o i gruppi di adulti in visita a Caccamo percorrendo questo viaggio virtuale dentro la nostra sede, prendono lo spunto per approfondire le proprie conoscenze culturali decidendo di recarsi da turisti a visitare un altro Castello.

Tutto sommato, in tutta la Sicilia ne esistono ben 325 e rimangono ancora in piedi 150 Torri costiere.

Nella stanzetta al piano sottostante, sullo stesso sperone roccioso che entra all’interno dell’antico fabbricato perfettamente restaurato, si può ammirare una esposizione di utensili ed attrezzi di lavoro delle precedenti generazioni.

Fig. 6Si tratta della “MOSTRA DEL CICLO PRODUTTIVO DEL GRANO“ [ fig. 6 ] dal chicco all’aratro…..dalla crusca al tumolo.

Questa terza mostra desta particolare interesse tra le scolaresche per gli utensili usati per la coltivazione, raccolta, pesatura ed alimentazione di questo insostituibile cereale.

Come già precisato, l’ingresso a ciascuna delle 3 è libero ( free entry ) ed in maniera altrettanto gratuita, viene distribuito materiale illustrativo.

Nel corso degli ultimi 6 anni: tra il 2001 ed il 2007 possiamo vantare la presenza di oltre 130.000 VISITATORI !!!